ENERGIA PULITA SEMPRE

Sorvolando il deserto del Nevada, negli Stati Uniti, più o meno a metà strada tra Las Vegas e Reno, è impossibile non notare un’enorme distesa di specchi che si dirama da una torre centrale alta circa 200 metri. Un ufo? Un trasmettitore per comunicare con gli alieni? No, un impianto ad energia solare di ultima generazione in grado di alimentare niente meno che 75mila abitazioni e che, soprattutto, non le lascia senza energia nemmeno di notte, quando piove o il cielo è pieno di nuvole…

(Cover foto tratta da www.wired.com)

Stiamo parlando di Crescent Dunes, una delle tre centrali ad energia solare termodinamica con cui il gigante californiano SolarReserve  spera di riuscire a rivoluzionare il mondo delle rinnovabili, rendendole utilizzabili a ciclo continuo, senza sprechi e, soprattutto, a costi competitivi. Kevin Smith, Ceo di SolarReserve, ha deciso di puntare sul solare termodinamico per risolvere alcuni dei problemi legati a produzione, stoccaggio e distribuzione dell’energia raccolta con i più classici pannelli solari. Primo fra tutti l’impossibilità di garantire una fornitura costante a prescindere dalle condizioni metereologiche e di evitare gli sprechi quando, invece, c’è troppo sole e l’energia in eccesso, se non può essere incanalata nella rete o accumulata in batterie sufficientemente capienti, rischia di essere sprecata.

Un impianto come quello di Crescent Dunes, infatti, è in grado di rimanere operativo 24 ore su 24, senza disperdere nemmeno un kilowattora di energia. Il principio del solare termodinamico è molto semplice: gli specchi sono posizionati in maniera da riflettere i raggi solari (e quindi il calore) verso la torre centrale, all’interno della quale le temperature arrivano a sfiorare i 600 gradi. Tutta questa energia termica può essere anche conservata grazie a dei materiali, i vettori termici, in grado di immagazzinare calore e rilasciarlo per generare energia elettrica tutte le volte che la rete lo richiede.

Fonte: SolarReserve

SolarReserve sta puntando molto sul termodinamico perché non è così ottimista sulle possibilità di garantire una fornitura di energia costante affidandosi al fotovoltaico. Avere oggi la possibilità di immagazzinare l’energia solare in eccesso grazie alle batterie di certo permette di limitare gli sprechi, ma anche l’assetto pannelli + batterie non consente ancora di garantire economicamente una copertura totale a costi contenuti, a prescindere dal fatto che si tratti di un impianto pensato per uso industriale o domestico.

Se è vero che l’utilizzo delle rinnovabili in pochissimi anni è esploso, è anche vero che ci vorranno ancora alcuni decenni per ottenere tecnologie pulite autosufficienti e rinunciare definitivamente ai combustibili fossili. Il solare termodinamico può certamente c

ontribuire a questo affrancamento, a patto che riesca a migliorare due dei suoi punti deboli: costi e dimensioni.

Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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