NEGLI USA, DOLCEZZE ITALIANE DELLA FERRERO “

NDR: Un segnale indubbiamente molto positivo del marchio Italiano negli USA.
Un segnale della qualità Italiana !
Mr Greco 46

Ferrero, acquisito il business dei dolci di Nestlé negli Usa per 2,8 miliardi di dollari

 

La multinazionale della Nutella acquisirà un’attività che nel 2016 ha generato un fatturato di circa 900 milioni di dollari e conta più di 20 storici brand americani.

Ferrero, acquisito il business dei dolci di Nestlé negli Usa per 2,8 miliardi di dollari

L’azienda fondata ad Alba 71 anni fa diventerà il terzo produttore di dolciumi negli Stati Uniti – di | 16 gennaio 2018

 Il gruppo italiano Ferrero si prepara a competere per la corona di re del cioccolato anche negli Usa. La multinazionale della Nutella acquisirà da Nestlé tutto il suo business dolciario statunitense per 2,8 miliardi di dollari in cash. Un’attività che nel 2016 ha generato un fatturato di circa 900 milioni di dollari e che porterà nella scuderia Ferrero più di 20 storici brand americani, tra cui marchi di cioccolato iconici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka, oltre al diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti, così come i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds.

Ferrero, un fatturato consolidato che supera i 10 miliardi e più di 30mila dipendenti in oltre 50 Paesi del mondo, era già stata data nei giorni scorsi in pole position per l’acquisizione del cioccolato “a stelle e strisce”, dopo che la sua offerta finale era stata considerata dalla Cnbc “più aggressiva” di quella della rivale Hershey. Con questa acquisizione, l’azienda fondata ad Alba 71 anni fa diventerà il terzo produttore di dolciumi negli Stati Uniti, proprio dietro Hershey e Mars.

Dal 2016, Ferrero ha cercato di rafforzare la sua presenza in terra americana, dove con la sua Nutella sfida il diffusissimo burro d’arachidi. Il mercato dolciario Usa rappresenta oltre un quinto di quello mondiale. Nel mese di ottobre, ha acquisito Ferrara Candy Company, il terzo produttore americano di prodotti dolciari non cioccolatieri. Ferrara ha una posizione forte nel mercato delle caramelle e dei chewing gum, con i marchi Trolli, Brachs o Black Forest Organics. In precedenza, Ferrero aveva già messo in tasca, nel marzo 2017, il produttore americano di cioccolato Fannie May. La multinazionale della Nutella è così già diventata il terzo produttore al mondo di dolciumi al cioccolato.

Il gruppo era rimasto per lungo tempo lontano dalle acquisizioni, sviluppandosi solo attraverso una crescita organica. Ma già dal 2014 aveva rivisto la sua strategia acquisendo prima il gruppo turco Oltan, specializzato in nocciole e poi nel 2015 il cioccolatiere britannico Thorntons, prima di iniziare la sua offensiva negli Stati Uniti. Nel 2016, ha anche creato Delacre e le sue famose sigarette russe per entrare nel mercato dei biscotti di qualità, meno saturi del cioccolato. Nestlè invece ha messo in vendita la sua divisione di dolciumi lo scorso giugno per rispondere al meglio alle esigenze più salutari dei consumatori americani. Con la cessione, la multinazionale punta a concentrarsi su settori – come caffè, cibo per animali e acqua – ritenuti a maggiore cre

 

 

 

 

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Nuovi commenti in alto
Guido ValfreSostenitore

13 ore fa
Gli italioti, che hanno condotto la campagna contro l’olio di palma senza curarsi di danneggiare una delle poche aziende rimasta italiana, saranno delusi, preferiscono cibi con glucosio e fruttosio dei concorrenti.

un’ora fa
Premessa: non consumo prodotti Ferrero, poiché tutt’altro che salutari, ma è una scelta personale, ovviamente. Tuttavia conosco bene l’azienda e fa piacere sapere dei successi di un’impresa italiana, a conduzione famigliare, che coltiva una visione sana del fare impresa e che tratta benissimo i suoi lavoratori.

11 ore fa
Facile fare soldi vendendo porcherie, Nutella in primis.

12 ore fa
Olio di palma? No, grazie.

13 ore fa
Nestlé sta abbandonando i suoi storici brand (cioccolato e barrette su tutti) per dirottarsi verso prodotti cosi detti “più remunerativi” nell’ambito sopratutto della health care e delle acque minerali. Queste ultime sopratutto fanno grandi volumi, la materia prima costa niente e il margine economico è notevole. Sono anni che in Italia si sta assistendo a questa politica industriale (vendita dello stabilimento Buitoni, vendita di alcuni caseifici, chiusura di molti stabilimenti, vendita del marchio Berni). Ritengo che per Ferrero sia un bel colpo, sopra tutto se si pensa che 20 anni fa era Nestlè che voleva acquisirla con un esborso equivalente a più di una volta e mezzo il fatturato di FERRERO dell’epoca, e sopra tutto perché acquisisce prodotti di cui conosce la tecnologia e che sa fare bene. Personalmente penso che Nestlé, ormai governata da fondi speculativi, stia prendendo una china dove conta esclusivamente la remunerazione dell’azionista: il prodotto (e la sua qualità conseguentemente) passerà inevitabilmente in secondo piano.

14 ore fa
Bel colpo, complimenti. Speriamo rendano la Nestlé interessata alle condizioni, spesso inumane, di chi lavora per essa, anche se indirettamente.

14 ore fa
Mi è venuta l’acquolina
Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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