“In questi 5 anni, il centrosinistra ha dimostrato di essere la coalizione della responsabilità che si è contrapposta al fronte dell’irrazionalità alimentato dalla Lega e dal M5S – dice al Corriere della Sera il ministro della Salute – per questo siamo fortemente favorevoli a un Gentiloni bis”. Alla domanda se ritiene possibile un’intesa con Forza Italia qualora vi fossero i numeri, Lorenzin risponde: “Il centrosinistra ha l’ambizione di governare con una maggioranza autonoma anche perché abbiamo di fronte un centrodestra che cede alla deriva lepenista e antiscientifica di Salvini. Ma c’è di più. Perché un governo M5S-Lega non è più fantascienza”. L’ipotesi delle larghe intese con Forza Italia, dunque, “con il proporzionale non sarebbe uno scandalo“.

Anche la storia esponente radicale parte confermando la propria fiducia a Paolo Gentiloni: “Penso che dopo tre anni in cui abbiamo rottamato, a parole o nei fatti quasi tutto, l’Italia abbia bisogno di essere rassicurata. E Gentiloni è un premier che potrebbe restare”, spiega la Bonino a La Stampa, dando per scontato che un governo di larghe intese sia uno scenario possibile in cui, aggiunge la leader di Più Europa, “non vedo bene i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni ‘geografiche’: cambiano a seconda di dove parla”. La Bonino, invece, alle grandi coalizioni parla chiaro da tempo. E dice sempre la stessa cosa: “Quello che sarà più importante è portare avanti una miniripresa e non essere lasciati fuori dall’accordo franco-tedesco. Se per questo obbiettivo serve un governo di larghe intese, allora ben venga“, spiegava il 23 gennaio a L’Aria che tira, su La7.

proprio così vogliamo definirle, è ormai una certezza. Le alleate del Pd, Emma Bonino e Beatrice Lorenzin, sono in disaccordo su tutto: dalla gestione dei migranti ai diritti civili. Ma su un punto vanno a braccetto: l’accordo post elettorale con Forza Italia”. “I vertici del Pd – aggiunge Civati – ripetono la colossale sciocchezza che il voto a LeU è un voto alla Lega. Un ragionamento singolare da parte di chi ha favorito la resurrezione politica dell’asse Forza Italia-Lega, facendo maldestre politiche di destra. Tanto che ora gli elettori, stando ai sondaggi, tendono a preferire la destra originale”.