Sono oltre 20 mila i palestinesi che, secondo quanto riferisce l’esercito israeliano, “stanno tumultuando” in 5 punti della barriera difensiva con lo stato ebraico. I manifestanti, dicono, hanno bruciato pneumatici e gettato sassi contro i soldati israeliani, che hanno risposto sparando e lanciando lacrimogeni.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha condannato le azioni dei soldati israeliani. In un comunicato della presidenza è stato chiesto all’Unione europea, all’Onu e alla Lega Araba di “fermare queste brutali uccisioni e repressioni da parte dell’esercito di occupazione israeliano contro innocenti e indifesi che sono andati con una marcia pacifica a difendere il loro diritto di vivere”.

Le forze israeliane hanno chiesto ai giornalisti, tramite altoparlanti, di evacuare l’area: il timore è che l’esercito possa aumentare le misure repressive nella zona. I diversi tentativi da parte dei palestinesi di danneggiare i recinti di confine e di attraversarli, con la protezione di una densa cortina fumogena, sono stati sventati dai militari dislocati lungo il confine.

Secondo il portavoce militare sono anche avvenuti tentativi di condurre “attacchi terroristici, mediante il lancio di ordigni esplosivi e di molotov”. “I nostri soldati hanno impedito le infiltrazioni”, ha concluso.

Gaza, venerdì di sangue: Israele risponde con spari e lacrimogeni alla ‘Marcia del Ritorno’

Il piano dei palestinesi era dare fuoco a circa 10 mila copertoni per creare una copertura di fumo. “Se Israele colpirà la Striscia nel profondo, Hamas si vendicherà colpendo in profondità il cuore degli insediamenti” ha detto un leader del movimento, Mahmoud a-Zahar, parlando alla folla riunita al confine accompagnato dal capo della sicurezza di Hamas Tawfiq Abu Naim.

I siti israeliani riferiscono anche di specchi usati per oscurare la visione degli israeliani.Israele aveva ribadito, ieri, che l’esercito sarebbe stato pronto ad aprire il fuoco contro i manifestanti nella Striscia “se ci saranno provocazioni come la scorsa settimana”.

Gaza, riprendono gli scontri: 7 palestinesi uccisi, più di mille feriti. Tra i morti un ragazzo di 16 anni

Tra gli oltre 250 feriti c’è invece anche un fotoreporter dell’agenzia Epa che ha coperto le marce ed è stato colpito in maniera lieve. A Malaka, nella regione centrale di Gaza, dove è stato allestito uno dei cinque campi di protesta, c’è una massiccia presenza di personale medico e ambulanze. Sono stati allestiti degli ospedali da campo a Deir al Bala, Khan Younis, a Gaza City, Jabalya e Rafah, ha spiegato un portavoce della Mezzaluna rossa, mentre il ministero della Sanità ha dichiarato di aver preparato circa 4 mila unità di sangue per le trasfusioni

Da venerdì 30 marzo, quando Hamas ha dato il via alla “Marcia del ritorno” sono morti oltre 28 palestinesi. Le proteste sono iniziate nell’anniversario della Giornata della Terra che ricorda l’esproprio da parte del governo israeliano di terre di proprietà araba in Galilea, il 30 marzo 1976. Le proteste dureranno fino al 15 maggio, anniversario della fondazione di Israele, per i palestinesi la “Nakba”, ovvero la “catastrofe”, come la chiamano, perché molti furono costretti ad abbandonare per sempre case e villaggi.