Il Senato ha approvato con 163 sì, 59 no e 19 astenuti il decreto Sicurezza e immigrazione che porta la firma del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul quale il governo Conte ha posto la questione di fiducia. I presenti al voto sono stati 288, i votanti 241. Hanno votato a favore M5s e Lega, si sono astenuti i Fratelli d’Italia, non ha partecipato al voto Forza Italia, hanno votato contro Pd, Liberi e Uguali e il gruppo Autonomie. Il gruppetto di “dissidenti” dei Cinquestelle non ha preso parte alla votazione e si è allargato a cinque senatori: oltre a De Falco, Nugnes, Fattori e Matteo Mantero, ha preferito disertare l’Aula anche Virginia La Mura. Rispetto alla fiducia al governo di giugno che raggiunse quota 171, sono mancati 8 voti. Due per via dell’assenza di Giarrusso e Deledda per motivi di salute, uno per l’astensione dell’ex grillino Carlo Martelli e cinque per via dei “dissidenti”. “Ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori De Falco, Nugnes, Fattori, Mantero e La Mura, che hanno avviato un’istruttoria nei loro confronti”, ha annunciato il capogruppo del M5s, Stefano Patuanelli: “Si tratta di un comportamento particolarmente grave – ha aggiunto Patuanelli – visto che si trattava di un voto di fiducia al Governo”.

Intanto il provvedimento passerà ora all’esame della Camera. “Una giornata storica”, esulta il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Si rassegnino gli sciacalli, questo governo andrà avanti a lavorare per 5 anni“. Così parla il vicepremier del Carroccio in conferenza stampa al Viminale, uscito poco prima raggiante da Palazzo Madama: “Sicuramente il decreto sicurezza passerà anche alla Camera“, dice, prima di bacchettare i dissidenti M5s: “Siamo in democrazia, ma c’è qualcuno che ha cambiato idea e non rispetta il contratto di governo”. Salvini avverte che “nessuno riuscirà a intristirmi in questa giornata” e quindi alle domande sul prossimo scoglio che attende la maggioranza, il nodo prescrizione, replica: “Daremo vita ad una riforma della giustizia storica in sede penale e civile. La risolviamo velocemente questa diatriba“.

I due capigruppo di maggioranza, Massimiliano Romeo della Lega e Patuanelli del M5s, hanno rinnovato la fiducia di ciascun gruppo nei confronti dell’altro e il sostegno totale al governo, nonostante la rissa in maggioranza e nel governo che da giorni si consuma non solo sulle questioni della giustizia (come la prescrizione), ma anche su procedure apparentemente più banali come il siluramento del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. “La maggioranza e il governo godono di buonissima salute“, fa training autogeno Patuanelli nonostante la questione dissidenti. “Molte cose abbiamo in programma di fare nei prossimi 4 anni e mezzo di legislatura – ha aggiunto – Questo governo e questa maggioranza devono dimostrare di saper far meglio di chi ci ha preceduto”. Un mantra che poco prima era stato scandito anche dal collega leghista Romeo: “Non ce la farete a rompere il collante Lega-Movimento 5 Stelle”.