BASTA CHIACCHIERE INUTILI SULLA MIGRAZIONE

Global compact: cosa è e perché l’Italia non vuole firmare


Dove vivono gli immigrati in Italia?

Nel 2016 sono stati rilasciati 3.247.129 permessi di soggiorno. Quali province hanno concesso più permessi ogni 100mila abitanti?

Si chiama Global Compact for Migration.
Si tratta dell’accordo voluto dall’ONU nel tentativo di dare una risposta globale al problema della migrazione. Nel 2016, nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, il patto è stato firmato da oltre 190 Paesi ed è stato ribattezzato “Dichiarazione di New York”. L’accordo è poi stato ribadito durante l’assemblea generale dello scorso settembre, dove però le posizioni di diversi Paesi sono cambiate. Il principale obiettivo del Global Compact è creare una rete internazionale per l’accoglienza di migranti e rifugiati. Un’accoglienza “sicura”, si legge nella dichiarazione, e di “sostegno”. Il patto dovrà essere sottoscritto nella Conferenza intergovernativa in programma a Marrakech, in Marocco, il 10 e 11 dicembre prossimi.

L’Italia non parteciperà ai lavori di Marrakech

Ma, se tanto il premier Giuseppe Conte (all’Onu) che il ministro Enzo Moavero Milanesi (in Parlamento) avevano sostanzialmente schierato l’Italia dalla parte del sì, ieri in aula, il vicepremier leghista Matteo Salvini ha dato lo stop. “Il governo italiano farà scegliere il Parlamento. Non firmerà alcunchè e non andrà a Marrakech. Deve essere l’Aula a discuterne ed esprimersi”, ha detto Salvini . Pochi  minuti dopo e Palazzo Chigi, con una nota, ha sancito la stessa linea. “Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato”. Il Global Compact è morto e sepolto? Si vedrà, intanto l’Italia va ad affiancarsi agli Usa, ai Paesi est-europei del cosiddetto gruppo Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia), all’Austria, alla Croazia, alla Slovenia, alla Bulgaria, alla Svizzera e, fuori dall’Europa, all’Australia e a Israele

Migranti economici o rifugiati sono la stessa cosa?

La questione è se il Global Compact mette sullo stesso piano rifugiati e migranti economici. Meloni e Salvini ne sono fermamente convinti.  Al punto 4  (sui 23 che costituiscono il patto)  si legge : “Rifugiati e migranti hanno diritto agli stessi diritti umani universali e libertà fondamentali, tuttavia migranti e rifugiati sono gruppi distinti, regolati da sistemi legali differenti. Solo i rifugiati hanno diritto a una specifica protezione internazionale definita dalle norme internazionali sui rifugiati”.

Cos’è esattamente il Global Compact.

Il patto punta a realizzare 23 obiettivi che riguardano il tema migratorio a tutto tondo. Si parte dalla raccolta dei dati sull’emigrazione e l’immigrazione per capire come gestire i flussi e implementare le politiche volte alla gestione degli spostamenti. Poi ci sono obiettivi che riguardano la tutela degli individui nelle diverse fasi della migrazione con un pieno sostegno alle persone dal Paese d’origine al Paese d’arrivo. Tanto è vero che fra i punti non ci sono solo temi legati alla sicurezza della persona che emigra, ma anche il contrasto alla xenofobia e il supporto all’integrazione nel Paese d’approdo.

Ecco in sintesi i  23 punti.

1. Raccogliere e utilizzare dati accurati e disaggregati come base per le politiche basate su elementi concreti;
2. Ridurre al minimo i fattori negativi e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il loro paese d’origine;
3. Fornire informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione;
4. Garantire che tutti i migranti abbiano la prova dell’identità legale e documentazione adeguata;
5. Migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare;
6. Agevolare il reclutamento equo ed etico e salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso;
7. Affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione;
8. Salvare vite umane e organizzare sforzi internazionali coordinati per i migranti dispersi;
9. Rafforzare la risposta transnazionale al traffico di migranti;
10. Prevenire, combattere e sradicare la tratta di esseri umani nel contesto della migrazione internazionale;
11. Gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato;
12. Rafforzare la certezza e la sistematicità delle procedure di migrazione per gestire in maniera appropriata screening, valutazione e rinvio;
13. Utilizzare la detenzione solo come misura di ultima istanza e lavorare per individuare alternative;
14. Migliorare la protezione consolare, l’assistenza e la cooperazione nel ciclo migratorio;
15. Garantire l’accesso ai servizi di base per i migranti;
16. Responsabilizzare i migranti e le società affinché si realizzino la piena inclusione e la coesione sociale;
17. Eliminare tutte le forme di discriminazione e promuovere un discorso pubblico basato su elementi concreti per modellare la percezione della migrazione;
18. Investire nello sviluppo delle competenze e facilitare il riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche;
19. Creare condizioni affinché i migranti contribuiscano pienamente allo sviluppo sostenibile in tutti i paesi;
20. Promuovere il trasferimento più rapido, più sicuro ed economico delle rimesse e favorire l’inclusione finanziaria dei migranti;
21. Cooperare per agevolare il ritorno sicuro e dignitoso e la riammissione, nonché la reintegrazione sostenibile;
22. Stabilire meccanismi per la portabilità dei diritti di sicurezza sociale e dei benefici ottenuti;
23, Rafforzare la cooperazione internazionale e la partnership globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare.

Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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