L’accordo tra Roma e Bruxelles sulla manovra del governo gialloverde è ufficiale. Il collegio dei commissari, durante l’ultima riunione dell’anno, ha deciso di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia che aveva raccomandato a fine novembre. Sono state quindi confermate le anticipazioni date martedì sera da fonti del ministero dell’Economia, non senza tensioni con Palazzo Chigi che nelle stesse ore festeggiava l’approvazione del decreto AnticorruzioneLa Commissione si è espressa dopo aver esaminato la nuova proposta italiana, riassunta in una lettera firmata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Che alle 13 sarà in Aula al Senato per riferire sulla trattativa.

Subito dopo Palazzo Madama dovrebbe finalmente iniziare l’esame della “vera” manovra, un maxi-emendamento dell’esecutivo con i nuovi saldi (deficit ridotto al 2,04% del pil) che tengono della riduzione di 4 miliardi complessivi delle risorse per reddito di cittadinanza e quota 100 e delle altre misure messe in campo per ridurre il disavanzo: dismissioni immobiliari e misure di spending review.

Ieri per tutta la giornata le opposizioni hanno protestato per il ritardo nell’iter della manovra in commissione Bilancio e chiesto notizie all’esecutivo. I tempi per l’approvazione a questo punto sono molto stretti. “Mi auguro che entro giovedì si concluda il lavoro della commissione in Senato, poi approderà all’Aula”, dice in un’intervista al Corriere della sera il leghista sottosegretario ai Trasporti Armando Siri. “Entro la fine dell’anno, avremo la terza lettura alla Camera. D’altronde, l’impianto della manovra è ormai determinato. E risponde ai due grandi propositi: sostenere la crescita resa difficile dal quadro internazionale e aiutare la coesione sociale di cui c’è tanto bisogno. Quanto, e forse più, dei saldi del bilancio”.

Quindi l’esponente del Carroccio ha difeso l’operato della maggioranza in questi giorni di mediazioni: “Si è cercato di dipingerci come dilettanti. Con lo stop alla procedura si dimostrerebbe quello che è comunque già vero: che abbiamo fatto un lavoro serissimo. Il presidente è stato un efficace mediatore, ha difeso gli interessi del popolo italiano al tavolo dei partner europei e lo ha fatto con grande competenza e convinzione. Ed ha dimostrato sempre grande coerenza rispetto alla cornice degli impegni previsti dal contratto di governo”. E ha concluso: “Tutto il governo, il presidente del Consiglio e i due partiti che sono gli azionisti principali del governo hanno dimostrato di saper trovare una sintesi opportuna senza creare inutili strappi ma senza neppure abdicare ai propositi che ci eravamo dati”.