Tenda garage Tenda magazzino Basic 3,3×4,8×2,4m…

€ 300,12 Prodotto:Larghezza: 3,30, Lunghezza: 4,80, Altezza laterale: 2,00, Altezza vertice: 2,44,…


Diplomazia e disperazione. È il 14° giorno in balia del mare per la nave Sea Watch 3, che il 22 dicembre scorso ha salvato nel Mediterraneo centrale 32 persone, tra cui donne e bambini, e che è ancora a largo di Malta, in attesa di un porto sicuro. Una situazione al limite, che oggi ha spinto un migrante a lanciarsi in acqua dal ponte della nave per cercare di raggiungere a nuoto le coste di Malta: un tentativo che sarebbe andato a finire nel peggiore dei modi per via delle correnti gelide del tratto di mare che circonda l’isola. L’uomo, però, è stato recuperato con un salvagente e riportato sulla nave. La notizia è stata riportata da Repubblica e dal Corriere. “Un atto che dà la misura della disperazione delle persone soccorse. La situazione deve essere sbloccata” hanno fatto sapere fonti delle ong. Il capo missione Philip Hahn, poi, ha spiegato che la situazione a bordo della Sea Watch 3 “sta peggiorando sempre più”. Da qui l’appello alla Ue affinché riesca a “dare a queste persone un posto sicuro in cui stare”. Le 32 persone a bordo, in cerca di un porto da ormai due settimane, “stanno aspettando di poter sbarcare a terra. Lo spazio in cui si trovano a convivere – ha sottolineato Hahn – è molto ristretto perché le condizioni climatiche non sono favorevoli e quindi devono raggrupparsi in piccoli ambienti. Devono dormire per terra, senza alcun materasso, ci sono problemi igienici – ha spiegato Hahn – Abbiamo scorte di cibo solo per un tempo molto ristretto. Attendiamo disperatamente che l’Unione europea riesca a pianificare il loro ricollocamento in diversi Paesi europei e a dare a queste persone un posto sicuro in cui stare“.