L’UCRAINA IN EUROPA, CONTRO PUTIN ?

Yulia Tymoshenko ci riprova: «Voglio l’Ucraina in Europa»

Torna l’arcinemica di Mosca: la pasionaria della Rivoluzione Arancione lancia la sua nuova corsa

Yulia Tymoshenko ci riprova: «Voglio l’Ucraina in Europa»

La pasionaria dalla treccia dorata ci riprova ancora una volta. Yulia Tymoshenko, ex primo ministro, ex leader delle proteste arancioni del 2004 che per le sue posizioni si fece due anni e mezzo di prigione, ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali di marzo.

In mezzo a una folla osannante, Yulia, che oggi ha 58 anni, è apparsa più combattiva che mai. E non ha lesinato le promesse, molte delle quali appaiono del tutto improbabili: Ucraina nella Nato e nell’Unione Europea; «Riprendere la Crimea e recuperare il controllo del Donbass», la regione filorussa dove è in corso una guerra civile costata tredicimila morti.

Poi una radicale riforma economica: anche se oggi il Paese continua a navigare in una crisi profondissima, la Tymoshenko promette nel suo quinquennio di aumentare di tre volte e mezza pensioni e stipendi. «Se entro cento giorni non avrò realizzato punti significativi del programma, mi dimetterò», ha assicurato.

Per ora è in testa nei sondaggi, ma di poco. Riporterebbe tra il 16 e il 20 per cento dei consensi. L’attuale presidente Petro Poroshenko, che quasi certamente si ricandiderà, sarebbe fermo a poco più dell’11 per cento. Prima di lui un popolare attore comico, Vladimir Zelenskij.

Tymoshenko ha ricevuto l’endorsement di numerosi personaggi, tra i quali l’ex presidente georgiano (odiatissimo da Mosca) Mikheil Saakashvili che all’inizio della presidenza Poroshenko era stato nominato governatore della regione di Odessa (poi cacciato dall’attuale capo dello Stato). A favore di Yulia anche il primo presidente dell’Ucraina indipendente Leonid Kravchuk e il patriarca Filarete, che fa parte della chiesa alla quale Costantinopoli ha appena riconosciuto l’indipendenza da Mosca. In più anche lo scrittore brasiliano Paulo Coelho.

In sostanza, una candidatura violentemente anti Cremlino. E Tymoshenko è da tempo una delle figure più odiate dalla Russia, anche se fu proprio lei a raggiungere nel 2009 un accordo con Vladimir Putin sulle forniture di gas. Accordo che le venne poi rinfacciato da Viktor Yanukovich, l’uomo di Mosca, che, per quanto strano possa apparire, l’accusò di aver venduto il Paese al Cremlino e la fece finire in galera.

Un episodio che ci fa capire qualcosa della politica ucraina, con intese e rovesciamenti di alleanze. Lei divenne primo ministro quando Yushchenko conquistò la presidenza dopo la rivoluzione arancione. Poi i due litigarono e Yushchenko finì col nominare primo ministro l’antico nemico Yanukovich. Nel 2014 questi, che nel frattempo era stato eletto presidente, dovette fuggire dopo una rivolta popolare. E Tymoshenko ha cavalcato la nuova rivoluzione antirussa presentandosi anche alle presidenziali di quell’anno. Ma la spuntò Poroshenko, l’imprenditore che prometteva anche di risolvere il conflitto con la Russia.

Le cose, però, non sono andate come molti nel Paese speravano e la guerra è semplicemente congelata: accordi veri non si intravvedono. E i populisti, che parlano di Grande Ucraina, sono più agguerriti che mai.

Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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