A guardare le cifre complessive c’è da restare allibiti. Perché qualche consigliere provinciale di Trento in una legislatura incassa decine di migliaia di euro per il rimborso delle spese per andare, in auto, da casa al posto di lavoro. Non si tratta di bagatelle, visto che i rimborsi complessivi, in quattro anni (dal 2014 al 2017), hanno superato il milione di euro e per i rimborsi chilometrici del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige (che si riunisce in media una volta al mese) hanno raggiunto i 164mila euro. Lo prevede il regolamento, e quindi la legge è rispettata. Eppure a quella montagna di spese si sta interessando la procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta, inviando i finanzieri del nucleo di polizia tributaria nel palazzo della Provincia. C’è il sospetto di peculato o di truffa aggravata, ovvero che qualcuno abbia fatto il furbo, lucrando sui rimborsi.