MACRON monsierur LE PRESIDENTE MIGNON “RICHIAMA IL SUO AMBASCIATPORE DALL’ITALIA”

A le Presidente Mignon de la France, le cose nuove come questo GOverno non gli piacciono, lui ama le cose Vecchie !
Eppoi la sua Permalosita emerge in pieno, nel momento in cui chiunque, si permette di criticarlo o indicarlo col dito ! Poverino


Francia richiama ambasciatore a Roma: “Attacchi senza precedenti”. Salvini: “Ci ridiano i terroristi e stop a respingimenti”

Francia richiama ambasciatore a Roma: “Attacchi senza precedenti”. Salvini: “Ci ridiano i terroristi e stop a respingimenti”
La decisione è arrivata all’indomani delle proteste fatte pervenire al governo italiano dal ministro degli Esteri francese per la visita del vicepremier italiano Luigi Di Maio, accompagnato da Alessandro Di Battista, ad alcuni rappresentanti dei gilet gialli e nel giorno in cui il Viminale attacca la polizia doganale d’oltralpe: “Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazione a fini elettorali è un’altra”, si legge nella nota del Quay d’Orsay


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Non solo tensioni e provocazioni a distanza, ora c’è lo strappo diplomatico tra Italia e Francia. Parigi, dopo che solo due giorni fa una delegazione M5s ha incontrato alcuni esponenti dei gilet gialli alle porte della capitale francese, ha deciso di richiamare l’ambasciatore a Roma Christian Masset “per consultazioni”. “La Francia”, si legge nelle nota ufficiale, “da molti mesi è oggetto di accuse ripetute, attacchi senza fondamento, dichiarazioni oltraggiose”. E, concludono, “questo non ha precedenti dalla fine della guerra“. Il primo a reagire dal fronte italiano è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini che, a fronte della dura reazione, ha detto di essere pronto al dialogo ma a patto che la Francia ascolti le richieste di Roma: “Non vogliamo litigare con nessuno, non siamo interessati alle polemiche”, ha detto. “Siamo disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese”. Poi parlando durante un comizio a Pianella in Abruzzo, ha attaccato: “Fanno gli offesi? La risposta è in questa piazza”.

Il vicepremier del Carroccio, mentre ancora i 5 stelle non hanno commentato, ha rilanciato chiedendo che Macron dia risposte agli italiani: “Vogliamo parlare di tre questioni: stop con i respingimenti alle frontiere, risultano essere oltre 60mila dal 2017 a oggi compresi bambini e donne abbandonate nei boschi; stop con terroristi italiani, una quindicina, condannati ma che fanno la bella vita con residenza in Francia e basta, infine, danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore. Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo”. Proprio i controlli della polizia doganale alla frontiera che sarebbero “troppo lunghi” erano stati criticati in mattinata da fonti del Viminale. Ma le tensioni tra la Francia e il governo Lega-M5s vanno avanti da mesi e se fino a poche settimane fa Macron aveva perfino evitato di commentare le dichiarazioni del governo italiano, il viaggio di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista in Francia per incontrare i gilet gialli ha fatto precipitare la situazione con la scelta di Quay d’Orsay di arrivare al ritiro.

Un incontro che il vicepremier oggi ha rivendicato, definendolo “pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese”, scrive il capo politico del M5s in un lungo post su Facebook. “Così come En Marche, il partito di governo francese, è alleato in Europa con il Pd, partito d’opposizione in Italia – scrive Di Maio – così il Movimento 5 Stelle incontra una forza politica di opposizione al Governo francese (Ric). Sono europeista. Ed essere in un’Europa senza confini, significa libertà anche per i rapporti politici non solo per lo spostamento delle merci e delle persone”.

Allarmate le reazioni delle opposizioni. “E’ davvero grave che l’Italia, Paese fondatore dell’Ue e membro del G7, abbia una politica estera che ci isola come mai avvenuto in passato”, ha detto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Non era mai successo dai tempi della Seconda guerra mondiale che Parigi richiamasse il proprio ambasciatore in Italia. L’ultima volta accadde nel 1940 quando il Regno d’Italia entrò in guerra contro la Francia, consegnando la dichiarazione all’allora ambasciatore André François-Poncet.

Salvini: “Pronto a incontrare Macron. La smettano di ospitare i terroristi e di rispedirci indietro i clandestini e parleremo con tutti”
Il ministro dell’Interno è stato il primo a replicare all’azione della Francia. Ha dato segnali di mediazione e disponibilità al dialogo, ma ha anche specificato quali sono le richieste che il governo mette sul tavolo. “Oggi abbiamo un piccolissimo problema con la Francia, si sono offesi”, ha detto all’apertura del suo comizio a Pianella. “Io non voglio litigare con nessuno, però negli ultimi due anni, al confine tra Italia e Francia, i signori generosi e accoglienti ci hanno rispedito 60mila immigrati e da decenni ospitano 15 terroristi che dovrebbero essere in galera in Italia. La smettano di ospitare questi delinquenti, la smettano di rispedirci indietro i clandestini e torneremo a parlare con tutti. Faccio bene? La risposta ai francesi arriva da questa piazza”.

In mattinata fonti del Viminale avevano aggiunto un altro elemento di polemica con i francesi, parlando di “controlli sempre più frequenti degli agenti della polizia di frontiera francese a bordo dei treni italiani, a Modane, per operazioni di controllo che tengono fermi i convogli”. Il risultato, sempre secondo il Viminale, sarebbero “forti ritardi che danneggiano viaggiatori e imprese. Problemi anche per i capotreni italiani, hanno spiegato fonti del Viminale: in alcuni casi i convogli sono partiti con le Forze dell’Ordine a bordo, e questo ha fatto scattare reazioni stizzite di Parigi, che avrebbe avvertito del rischio di misure detentive per i capotreni italiani che danno il via libera alla partenza”. Si tratterebbe di nuove “incomprensioni tra Francia e Italia per questioni di confine sul comportamento della polizia doganale di Parigi”: “Abbiamo già contattato i francesi, pretendendo rispetto e ragionevolezza” e all’avvertimento di Parigi, che ha sottolineato per i capotreni italiani i rischi di una misura detentiva doganale, reato punibile con un anno di reclusione e multa da 15mila euro.

La Francia ritira l’ambasciatore a Roma: “Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazione a fini elettorali è un’altra”
Il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore di Francia in Italia “per consultazioni”. La notizia è stata ufficializzata nel primo pomeriggio del 7 febbraio con una nota: “La Francia”, si legge, “è stata, da diversi mesi, oggetto di accuse ripetute, di attacchi senza fondamento, di dichiarazioni oltraggiose che tutti conoscono e hanno presente – si legge nel comunicato del Quay d’Orsay – Questo non ha precedenti dalla fine della guerra. Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazione a fini elettorali è un’altra”. A cosa si riferisce la diplomazia d’oltralpe? Tutto lascia pensare che a scatenare le ire dell’Eliseo sia stato l’incontro del 5 febbraio tra Di Maio e Alessandro Di Battista con alcuni rappresentanti della lista Ric dei gilet gialli all’Hotel de France di Montargis. “Questa nuova provocazione – era stato il commento del ministero – non è accettabile tra Paesi vicini e partner in seno all’Unione europea”.

Nella stessa direzione va il comunicato odierno del Quay d’Orsay: “Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile. Violano il rispetto dovuto alle scelte democratiche, fatte da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che si devono tra loro i governi democraticamente e liberamente eletti”.

E’ solo l’ultima delle frizioni consumate nell’ultimo anno sull’asse Roma-Parigi, i cui rapporti hanno conosciuto improvvise e ripetute frizioni in special modo sul tema dell’immigrazione. Il 20 gennaio Luigi Di Maio aveva attaccato la Francia accusandola di usare “il franco delle colonie” per finanziare il suo debito pubblico a spese dei Paesi africani. “Se vogliamo continuare a parlare degli effetti continuiamo con la retorica dei morti in mare che ovviamente sono una tragedia e hanno tutto il mio cordoglio – aveva affermato il vicepremier durante un comizio in Abruzzo – ma dobbiamo parlare delle cause perché se oggi c’è gente che parte è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare l’Africa“. Il giorno successivo l’ambasciatore italiano a Parigi, Teresa Castaldo, era stata convocata dal Quay d’Orsay “in seguito ad affermazioni inaccettabili e inutili delle autorità italiane”.

Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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