La decisione definitiva tarda ad arrivare e il tempo è agli sgoccioli. Con la Lega che pressa perché l’alleato M5s dica la parola definitiva e la Francia che spinge perché l’Italia pronunci il fatidico sì. Il governo resta diviso sul proseguimento dei lavori dell’Alta Velocità Torino – Lione, ma la decisione sui nuovi bandi va presa entro lunedì: in gioco, ha ricordato la Commissione Ue, ci sono 800 milioni di euro che, in caso di mancato avvio delle gare, l’Italia potrebbe perdere.

La questione sarà affrontata durante l’assemblea dei gruppi di senatori e deputati M5S convocata per le 19 alla presenza di Luigi Di Maio. In vista del vertice il vicepremier e capo politico del Movimento ha inviato una lettera ai parlamentari in cui conferma il no all’opera e spiega: “Per fermare il Tav ci sono due passaggi. Il primo è quello del blocco dei bandi e ciò può avvenire o tramite una delibera del Cdm o tramite un atto bilaterale Italia – Francia che intervenga direttamente sul CdA di Telt. Il secondo è quello del passaggio parlamentare per il no definitivo all’opera. Su tutti e due questi passaggi non c’è un accordo tra le due forze di governo”.