E’ terminata a Palazzo Chigi la riunione del premier Giuseppe Conte con le associazioni dei risparmiatori truffati dalle banche. La proposta del presidente del Consiglio per uscire da uno stallo che dura da mesi ha ottenuto il benestare di 17 delle associazioni presenti, mentre Noi che credevamo in Bpvi e il Coordinamento Don Torta hanno detto no perché prima vogliono poter esaminare i decreti attuativi. Il punto di caduta è l’accordo trovato nelle scorse settimane dal ministro dell’Economia Giovanni Tria con la commissaria Ue Margrethe Vestager, i cui contenuti sembravano non piacere al vicepremier Luigi Di Maio: risarcimenti automatici per chi ha un reddito imponibile 2018 fino a 35mila euro oppure un patrimonio mobiliare fino a 100mila euro. Al di sopra di queste cifre si procederà con un arbitratostandardizzato“, affidato a una commissione tecnica di 9 esperti indipendenti in cui siederanno magistrati, avvocati dello Stato ed ex arbitri Consob e Bankitalia.

Come anticipato nei giorni scorsi da fonti del Tesoro, per effetto di questa “deroga sociale” alla normativa sul bail in il 90% della platea dei risparmiatori coinvolti otterrà il rimborso automatico di una cifra fino al 30% del costo d’acquisto delle azioni e fino al 95% dell’investimento in obbligazioni. Con ogni probabilità, domani in Cdm dovrebbe arrivare un decreto per sbloccare la situazione.

“Ora ci sarà una modifica alla legge di bilancio, con il doppio binario flessibile” che consentirà comunque per tutti per un rimborso “massivo e forfettario, penso sia una grande apertura da parte della Commissione Ue, grazie al lavoro fatto da Tria, dagli uffici, dai sottosegretari. E’ forse la prima volta che la Ue dà la possibilità di un rimborso massivo”, ha commentato il sottosegretario Massimo Bitonci al termine del tavolo spiegando che dopo l’ok alla norma ci sarà “subito il decreto attuativo”. Intanto è saltato il vertice sul Def che avrebbe dovuto tenersi a ora di pranzo: una riunione con ogni probabilità si terrà domani, al rientro dal presidente del Consiglio da Milano e prima del Cdm.

“Non ci hanno fatto leggere la bozza, ci hanno descritto qualcosa”, ha detto Luigi Ugone, presidente dell’associazione Noi che credevamo in Bpvi, spiegando il suo no. “Non avendo visto nulla, non mi prendo la responsabilità di firmare. Non sappiamo come andrà avanti la questione. Al momento i numeri del Mef non sono chiari ma restiamo aperti al confronto se vi fossero gli spazi”.

Il Movimento per la difesa del cittadino (Mdc), una delle associazioni che hanno partecipato all’incontro, ritiene “assolutamente indispensabile evitare contestazioni di sorta da parte della Commissione e l’eventuale apertura di una procedura d’infrazione, che potrebbe esporre i risparmiatori al rischio di dover restituire l’indennizzo percepito”. “Poiché ci pare che quanto ci venga richiesto sia accettabile (erogazione di rimborsi diretti ed automatici ai risparmiatori con reddito Isee inferiore 35 mila euro o patrimonio mobiliare inferiore a 100 mila) – spiega Matteo Moschini, rappresentante in Veneto del Mdc – riteniamo opportuno che la normativa da emanare debba essere quella su cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ottenuto l’accordo con la Commissione”.