Sono 18mila i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno già trovato un lavoro. Il dato, aggiornato a metà novembre, arriva direttamente da Mimmo Parisi, presidente dell’Anpal, Agenzia nazionale politiche attive del lavoro. “Trovo irresponsabile – ha dichiarato Parisi polemizzando con alcune notizie pubblicate su diversi giornali – diffondere notizie e dati non verificati. I Centri per l’Impiego stanno svolgendo in queste settimane un compito encomiabile, per prendere in carico i beneficiari del reddito di Cittadinanza tenuti al Patto per il lavoro. Oltre 200 mila beneficiari si sono già presentati ai Centri”. “Noi come Anpal abbiamo messo a disposizione 3mila navigator, tutti operativi, e stiamo fornendo assistenza tecnica alle Regioni, per facilitare i servizi di accompagnamento al lavoro”, ha aggiunto Parisi.

La fase due del reddito di cittadinanza, ovvero la firma del Patto per il lavoro per cominciare la ricerca di un’occupazione, ha preso il via a inizio settembre. Sono 704.595 i beneficiari che devono essere convocati dai centri per l’impiego, con l’obiettivo di trovare un nuovo lavoro. Come previsto dalla legge, devono cercare un’occupazione – pena la perdita dell’assegno – non soltanto gli intestatari del reddito, ma anche i componenti del nucleo familiare maggiorenni che non sono occupati e che non frequentano un corso di studi. Sono esclusi invece i beneficiari della pensione di cittadinanza, i beneficiari di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità (fatta salva la volontaria adesione a un percorso personalizzato). Possono essere esonerati invece al momento della convocazione coloro che hanno figli con meno di 3 anni o componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti. Ma anche i frequentanti di corsi di formazione e gli occupati a basso reddito.