E’ iniziata la resa dei conti dentro il Movimento 5 stelle contro chi non si taglia lo stipendio e ha smesso di restituire parte della sua indennità. Il collegio dei probiviri, formato da Jacopo Berti, Raffaela Andreola e dalla ministra Fabiana Dadone, si è riunito intorno alle 14 insieme ai capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa e Gianluca Perilli e al collegio di garanzia M5s. Sul tavolo i dossier sui parlamentari in ritardo con le scadenze: chi non paga da un anno (sono dieci in totale i casi di morosi da 12 mesi) rischia fino al’espulsione dal Movimento. Nel corso dell’incontro, si legge nella nota diffusa al termine, si è stabilito che l’85% degli eletti sono in regola e tra i 45 e i 50 quelli che devono sistemare la loro posizioni. “I probiviri”, è stato l’annuncio, “apriranno, come da Statuto, i relativi procedimenti”. I provvedimenti saranno “commisurati alla gravità della violazione” e ognuno dei parlamentari messo sotto accusa “avrà dieci giorni per presentare le controdeduzioni”. “Precisiamo”, scrivono ancora i capigruppo, “che, dall’inizio della legislatura, i parlamentari del Movimento 5 stelle hanno restituito oltre 13 milioni di euro, denaro utilizzato per aiutare i cittadini e le piccole e medie imprese”. In particolare, hanno aggiunto, “sono stati impegnati oltre tre milioni di euro per finanziare progetti di sostenibilità ambientale per i quali le scuole pubbliche interessate potranno presentare richiesta entro il 29 febbraio 2020”.