Somalia, la “nuova” frontiera di Erdogan

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Dopo aver garantito il suo appoggio in Libia a Fayez al Sarraj, la Turchia potrebbe espandere nel prossimo futuro la propria sfera di influenza economica anche sulla Somalia. Recep Tayyip Erdogan è stato destinatario nei giorni scorsi infatti di un progetto di collaborazione che, tra le altre cose, concerne la ricerca di petrolio al largo delle coste somale. Ankara, dal canto suo, ha tutta la volontà di sottrarre la fonte di profitto della vicina Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti – che si ritiene sostengano il movimento terrorista separatista di Al Shabaab – ed avrebbe accettato di inviare ingegneri nel territorio per le prime rilevazioni. La notizia, comunicata all’emittente televisiva Ntv e riportata da Der Spiegel, sarebbe giunta dopo la partenza del leader turco dalla conferenza di Berlino. E si apre una nuova strada all’espansionismo commerciale della Turchia.

La presenza turca in Somalia

La presenza della Turchia nel territorio somalo risale al 2011, quando una grave carestia colpì la popolazione locale. Ankara fu tra i primi a soccorrere il popolo somalo, guadagnandosi la fiducia delle alte sfere politiche anche a seguito delle opere di sviluppo delle infrastrutture del territorio. Al tempo stesso, la Turchia ha potuto così gettare le basi per la collaborazione commerciale con il Paese, cui risorse sono attualmente poco sfruttate, sebbene abbiano negli ultimi anni attirato l’interesse di Riad e Abu Dhabi. La formazione dell’esercito locale tramite la supervisione delle squadre militari turche è stato infine fondamentale per stringere i rapporti tra i Paesi, gettando le ultime fondamenta per una collaborazione durevole negli anni.

Il forte legame con il governo di unità nazionale ha convinto la Somalia a richiamare l’attenzione della Turchia verso l’opportunità di ricerca (che diverrà di sfruttamento) di giacimenti petroliferi nei mari del Paese. Occasione, questa, che Erdogan ha deciso di cogliere al volo, disponendo già del personale qualificato a Mogadiscio in grado di iniziare le prime opere di rilevazione.

I rapporti tra Turchia ed Al Shabaab

Le profonde relazioni tra Ankara ed il governo riconosciuto hanno creato un forte odio tra l’organizzazione terroristica di Al Shabaab e le forze turche presenti nell’area. Gli attentati terroristici diretti agli ingegneri turchi si sono susseguiti negli anni, con una forte escalation proprio negli ultimi mesi (l’ultimo attacco, risale al 20 gennaio) e che potrebbe essere legata proprio alle volontà di collaborazione in campo estrattivo tra i due Paesi. Ad un qualsiasi intervento di natura commerciale, di conseguenza, sarà legato un dispiegamento maggiore delle truppe attive nella regione.

Nonostante la forte radicalizzazione al quale Erdogan sta portando il popolo turco rispetto agli anni precedenti il suo governo, i rapporti tra Ankara e Al Shabaab sono pessimi, anche a causa dell’appoggio (e delle forniture di armi) che l’organizzazione terroristica avrebbe dalla penisola arabica, cui Paesi sono interessati al mercato della Somalia.

Come si sviluppa l’intervento turco

Per stessa ammissione del presidente turco Erdogan, l’opera che Ankara ha intenzione di portare avanti in Somalia è speculare al progetto impostato per la Libia. In questo caso, agli ingegneri presenti nel territorio verrebbero affiancati ulteriori squadroni militari, aggiuntivi rispetto a quelli già operativi, col compito di garantire la sicurezza degli addetti ai lavori e contrastare le immaginabili ritorsioni di Al Shabaab. La definizione dei dettagli avverrà, come nel caso di Tripoli, dopo il passaggio parlamentare atteso nei prossimi giorni. Tuttavia, nulla lascia credere che la Turchia possa cambiare il proprio piano d’azione, data anche la difficile situazione di guerra civile che sta attraversando da anni la Somalia.

Dopo la Libia, dunque, la Turchia ha mosso lo sguardo verso il Corno d’Africa, anche con lo scopo di non permettere a Riad ed Abu Dhabi di accaparrarsi con troppa semplicità le ricchezze del territorio. Aggiungendo la missione al piano di ricerca petrolifera nel Mediterraneo orientale ed al sostegno a favore di Sarraj in Libia, il quadro di espansione turca dei prossimi anni è stato delineato: con Erdogan che sembra ormai intenzionato sempre di più a riportare la Turchia ai vertici commerciali e militari mondiali.


Mario Foglieni
Mario Foglieni
Classe 1946 - Maschio - Bergamasco - Pensionato dal 1999 - metà tempo in Italia e metà tempo in Croazia

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