Matteo Renzi lo aveva promesso nel febbraio 2014, appena approdato a Palazzo Chigi: “Il primo impegno è lo sblocco totale dei debiti della pubblica amministrazione“. Il mese dopo, dallo studio di Porta a Porta, aveva scommesso: “Paghiamo entro il 21 settembre, il giorno di San Matteo”. Poi, il 31 marzo, un altro impegno: “Dal 6 giugno con la fatturazione elettronica il pagamento sarà immediato. Se ci sono dei problemi si risolvono nell’arco dei due mesi”. Oggi, però, la Corte di giustizia Ue ha sancito che la Repubblica italiana “è venuta meno agli obblighi della direttiva 2011/7 perché “non assicura che le sue pubbliche amministrazioni rispettino effettivamente i termini di pagamento stabiliti”. E la condanna riguarda i tempi di pagamento registrati tra settembre 2014 e dicembre 2016, quando al governo c’era appunto l’ex rottamatore, oggi leader di Italia Viva.